Al Chiasso non mancano le certezze, lo testimonia la vittoria con lo Xamax

CHIASSO – Agli occhi dei più, che probabilmente il Riva IV non lo frequentavano nemmeno quando era possibile, parlare di quanto di positivo ha fatto il Chiasso in questo primissimo scorcio di stagione può apparire quantomeno strano. D’altronde la classifica è lì a dimostrarlo in tutta la sua crudeltà. Nonostante i quattro punti che tutt’ora lo dividono da Wil e Xamax, che contano rispettivamente una partita in più e una in meno, per noi però il bicchiere può essere mezzo pieno, soprattutto dopo il pirotecnico 3-2 rifilato allo Xamax. E proveremo a spiegarvi il perché.

Intanto perché il Chiasso, sotterrato dalle routinarie critiche che lo riguardano, è al terzo risultato utile consecutivo, aspetto tutto fuorché scontato per una compagine che punta esclusivamente a salvare il posto. E poi perché il Chiasso, le sue convinzioni, le coltiva al suo interno. A partire dal suo allenatore, Baldo Raineri, che la sua squadra e la Challenge League le conosce come le proprie tasche. “A noi queste certezze non sono mai mancate, perché crediamo in tutto ciò che facciamo: nel nostro gioco, nei nostri allenamenti, nella nostra società”. E, onestamente, fatta eccezione per un paio di prestazioni al di sotto delle aspettative, non ci viene da pensare il contrario. La squadra e la società sono con l’allenatore, lo seguono: nelle sue idee e nella sua mentalità. A Chiasso, oltre che un gruppo unito, c’è pure una profonda unione d’intenti. Indipendentemente dai recenti risultati, che ricordiamo essere troppo severi.

C’è inoltre un altro aspetto da considerare. Quando hai una rosa di più di 35 giocatori è logico che selezionarne 20 su cui poter fare affidamento, oltre che creare logici malumori, richiede del tempo. Non a caso, da quando il Chiasso ha trovato la quadratura del cerchio, le prestazioni non sono mai mancate. Il 4-3-3 è la base, ma è un conto fondarsi suon 4-3-3 con interpreti che variano ogni weekend e un altro è farlo cambiando sì e no due giocatori. Questione di continuità, che il Chiasso sembra aver trovato affidandosi soprattutto ai suoi giocatori più esperti, certo, ma pure a corto di minuti partita fino a poco tempo fa. Ci riferiamo ai vari Marzouk, Morganella, Hajrizi e Maccoppi – altra categoria quest’ultimo! – che guarda caso hanno messo in campo la migliore prestazione della stagione nella sfida odierna.

Il Chiasso, poi, non guarda in faccia a nessuno. Gioca il suo calcio, indipendentemente dallo spessore e dal blasone dell’avversario che si ritrova di fronte. Un calcio che può costare qualche figuraccia, che facilmente può portare a qualche leggerezza di troppo. Ma un bel calcio. Lo Xamax, appena retrocesso, per una buona ora di gioco non ha visto biglia e ha avuto bisogno della superiorità numerica – doppio giallo esagerato quello di Magnin – per rimettere in sesto la partita. Eppure non è bastato, perché a vincere è stato il Chiasso, testardo come il suo allenatore. Che non guarda la classifica, che ha sempre avuto certezze, ma che stasera ne ha acquisite alcune di più. Il Chiasso non è un’ultima della classe come tante altre. Credeteci.