CHIASSO – In un Riva IV travolto dall’entusiasmo dei ragazzi del Raggruppamento e contornato da un cielo che non poteva altro che trasmettere speranza, il Chiasso ha risposto sul campo alla contestazione della scorsa settimana di una frangia della propria tifoseria: “Sì, alla salvezza ci crediamo”, avranno pensato Martignoni e compagni. 2-1 meritatissimo al Rapperswil firmato Padula e Josipovic e discorso riaperto: a tre giornate dal termine i rossoblù dovranno recuperare due punti ad almeno una tra Kriens, Sciaffusa e Rapperswil appunto. Difficile, certo, ma il lumicino della speranza è perlomeno tornato ad essere un lume. E di questi tempi non è poco.

Tornata sorprendentemente alla difesa a quattro e con Bellante tra i pali, la squadra di Manzo non ha incantato – c’era da aspettarselo vista la situazione – ma ha saputo metterci il cuore. E spesso questo basta (in primis proprio ai tifosi, che chiedono sì perlomeno un altro anno in Challenge League, ma sono pure consapevoli dei limiti della squadra) e avanza (quando di fronte c’è un avversario che non ha nulla in più di ciò che hai tu). Per ora va bene così, ma la sensazione è che con avversari di spessore superiore – leggasi Winterthur e Aarau – servirà qualcosa di più. Ovvero? Maggiore costanza e attenzione per tutto l’arco dei 90′. Perché seppur sia stata in grado di soffrire, il Chiasso non può permettersi di rintanarsi nella propria metà campo per oltre 30′ rinunciando a tenere il pallone.

Dettagli, verrebbe da dire in una serata del genere, perché contava la vittoria e la vittoria è arrivata. Ma non solo. I segnali sono tutti positivi: le lacrime di Martignoni nel post-partita e il sollievo con il quale diversi altri giocatori si sono presentati alle interviste dicono che questa squadra è viva. E vuole dire la sua fino all’ultimo. Emozionandosi ed emozionando.

Di seguito le dichiarazioni di Manzo dopo la partita: