CHIASSO – Eppure c’è ancora chi si lamenta. Parliamo di diversi tifosi del Chiasso che, di fronte alla decisione della Swiss Football League di negare la licenza in prima istanza ai rossoblù, hanno storto il naso. È vero, a volte al cuor non si comanda, ma così è come negare l’evidenza di una situazione finanziaria e sportiva che da anni è sull’orlo del tracollo. Inutile buttare un occhio in casa degli altri, leggasi Wil, quando i dettagli non si conoscono, inutile pure chiedersi come mai a non ottenerla al primo tentativo sia sempre il Chiasso. Sarebbe meglio, una volta tanto, guardare al proprio orticello.

La SFL – che pone comunque l’asticella troppo in alto per diverse società di Challenge League, non fraintendiamoci – sa e, di conseguenza, prende i provvedimenti necessari. Sa che Abascal ed il suo staff al loro primo allenamento non hanno trovato il materiale necessario e l’hanno dovuto pagare di tasca propria. Sa che le trasferte sono sempre state affrontate il più tardi possibile per evitare eventuali costi durante il tragitto. Sa che quest’anno hanno passato i cancelli del Riva IV quasi 100 giocatori, buona parte dei quali disposti a pagare la società per un periodo di prova.

E voi, in queste condizioni, l’avreste concessa immediatamente? Noi no, indipendentemente dal fatto che i criteri fossero rispettati o meno. E, se davvero si è trattato di un semplice errore di forma nella documentazione come affermato dal presidente Cattaneo, meglio così, ma la strada verso l’ottenimento in prima istanza è ancora lunga. Lunghissima.

E il risultato?