CHIASSO – Troppa differenza: soprattutto tecnica, ma pure fisica e mentale. L’ottavo di Coppa Svizzera tra Chiasso e Lucerna si può riassumere così. La Super League non ha perdonato la Challenge League. Ha giocato, avuto pazienza e colpito non appena necessario. 1-0 per mettere in chiaro le cose quando si stava facendo (forse) troppo tardi e 2-0 poco dopo tanto per ribadire la manifesta superiorità. Partita finita e qualificazione ai quarti di finale in tasca. Con impegno certo, ma senza sbattersi più di quel tanto.

Diciamolo chiaramente: il Chiasso ha fatto il suo. Difensivamente ha aspettato, forse troppo, ma il necessario per non ritrovarsi in svantaggio fin da subito. Nella prova dei rossoblù di positivo c’è stata l’organizzazione, la compattezza e lo spirito di gruppo. Aspetti mancati nei 10′ di blackout della trasferta di Vaduz e sicuramente da riproporre nella fondamentale sfida-salvezza di domenica contro l’Aarau. Ingredienti che, uniti ad un Mossi in versione super (fatta eccezione con il pallone tra i piedi) hanno permesso alla squadra di Mangiarratti di rientrare negli spogliatoi col risultato bloccato sullo 0-0. L’impressione però, anche tra i fedelissimi tifosi ritrovatisi in buvette alla pausa, è che il castello costruito dai padroni di casa sarebbe crollato da lì a poco. L’aria di impresa non si è mai respirata. E così è stato: dapprima Knezevic ha infilato il vantaggio lucernese sugli sviluppi di un corner al 61′, poi il neoentrato nazionale australiano (!) Juric ha chiuso i conti con il primo pallone toccato al 67′. Due gol nel giro di 6′ che hanno tagliato le gambe al Chiasso, che fin lì aveva impensierito la retroguardia ospite unicamente con un diagonale a lato di Josipovic nel primo tempo. Troppo poco per pensare ad una rimonta. Troppo poco per questo Lucerna.