Il tecnico dei momò Bettinelli

MENDRISIO – Un tiro in porta in 90′ e oltre, in casa, contro gli ultimi in classifica. Si riassume tutta qui la prestazione del Mendrisio nella fondamentale sfida salvezza contro lo United Zurigo. Il risultato? Un 1-0 per gli ospiti che avrebbe potuto e dovuto essere più ampio per quanto visto in campo. Un 1-0 bugiardo solo per la pochezza offensiva di una squadra che ha messo a segno 26 reti in 24 partite (86 quelle subite,…). Un 1-0 che pone fine alle speranze salvezza dei ticinesi nel caso in cui il Gossau dovesse vincere col Thalwil. Lo United ha però avuto il merito di osare. Semplice. A differenza di un Mendrisio confuso e immerso in un’incredibile serie di limiti. E questo è il rimpianto più grande.

Al di là delle questioni prettamente tecnico-tattiche – ce ne sarebbero a valanga da sollevare (in negativo) – c’è un episodio che ha messo a nudo tutta l’impotenza dei momò: il gol partita di testa di Marques al 61′. E non stiamo parlando della forma – di reti del genere nel calcio svizzero se ne vedono a bizzeffe – ma della sostanza. O meglio, dell’esultanza. Esaltati tu che mi esalto io, ben presto tutto lo United Zurigo – staff tecnico al completo – si è ritrovato a festeggiare a pochissimi passi dalla panchina di Bettinelli. E, in una partita con una posta in palio di tale importanza, ti aspetti il finimondo o perlomeno una reazione. Invece no, nulla di tutto questo.

Fosse successo al Riva IV di Chiasso, sono pronto a scommetterci, lì sì che sarebbe successo un putiferio. Ingiustificabile perché, ci mancherebbe, nessuno si aspetta calci e pugni durante una partita di calcio. Ma qualche parola, qualche protesta in direzione della terna arbitrale, qualche battibecco o testa a testa, beh questo sì. Lo dettava la situazione, se l’aspettava anche la tribuna. Così però non è stato: e la Seconda Interregionale è dietro l’angolo. Nel segno della passività…