Il piede di Pavlovic regala il derby al Chiasso

CHIASSO – Per la categoria un giocatore così è un lusso. Lo era già in Challenge League, figuriamoci in Prima Promotion. Stiamo parlando di Daniel Pavlovic che, quando il fisico regge, può decidere una partita anche da difensore. L’ex Grasshopper, Sampdoria e Crotone tra le altre, lo ha fatto nel primo derby dopo sette lunghi anni in Ticino, travestendosi da numero dieci con due pennellate dalla sinistra che hanno di fatto consegnato i tre punti al Chiasso contro il Bellinzona. Nel 2-1 finale del Riva IV, che deposita i rossoblù in vetta al campionato con 6 punti insieme al Breitenrein, c’è tutta la classe di un giocatore che in carriera ha conosciuto il calcio che conta: impeccabile dietro, il 33enne di Rohrschach ha dapprima fornito l’assist per l’1-0 al 79′ di Nivokazi (bella la sua torsione), prima di mettere sulla testa di Alshikh all’85’ un pallone che andava unicamente direzionato in fondo al sacco per il 2-0. Sì, il Chiasso oggi ha vinto perché aveva Pavlovic.

Un risultato, fissato sul 2-1 nei recuperi da Di Benedetto con un colpo di testa, bugiardo, perché il Chiasso è stato un Chiasso di quelli più brutti mai visti sotto l’era di Baldo Raineri. L’unico merito dei rossoblù, apparsi impacciati, confusi e poco precisi ad immagine di un Said fuori contesto, è stato quello di essere in qualche moto restati attaccati alla partita. Sostenuti da un Mitrovic che ci sentiamo già di definire uno dei migliori portieri della categoria, la banda momò ha barcollato ma non ha mollato nel primo tempo, quando è stata fortunata anche sul palo colto da Basic al 15′. Da lì, ma anche prima, è stato a tratti un monologo granata, anche se va detto che l’imprecisione ha regnato anche nelle buone idee della testa del neo tecnico Joao Paiva.

È ancora presto per trarre delle conclusioni, anche se la sensazione è che questo Chiasso dipende ancora molto e troppo dai suoi uomini di maggiore esperienza e tasso tecnico, come per l’appunto Mitrovic, Pavlovic, Affolter e Maccoppi. Cosa sarà nel malaugurato caso in cui qualcuno mancasse? Oggi è toccato a Farnerud, e la sua assenza si è fatta già sentire. Per stare lassù sembra manchi qualcosa, forse quei 2-3 giocatori di ricambio che non facciano rimpiangere i titolarissimi. In questo senso, nonostante la partita l’abbia persa proprio nel finale, il Bellinzona sembra avere qualcosa in più. Vedremo, di certo oggi i granata escono sconfitti ma non ridimensionati, anzi.