Per qualcuno il campionato attuale è “adrenalinico”, per altri può essere definito “inutile”. “Adrenalinico” lo è, per stessa ammissione di Angelo Renzetti, per il Lugano: due partite ogni tre giorni, per una squadra che ha un obiettivo da raggiungere, gasano il presidente del Lugano. L’aggettivo “inutile” lo associano invece in tanti, tifosi in primis, al Chiasso, che nulla ha più da dire nell’attuale Challenge League.

Eppure, nella sua inutilità per la classifica e per la storia, le partite post-coronavirus del Chiasso sono un esame fondamentale, da dentro o fuori, per quei giovani che nel calcio si immaginano il loro futuro. Tanti, ma ormai è risaputo, sono i ragazzi che hanno scelto di mettersi in mostra al Riva IV in un campionato che spesso apre le porte al professionismo vero e proprio, che in Svizzera significa Super League o poco meno. Pochi, a ben guardare la partita contro il Kriens, sono coloro che potrebbero farcela.

Il contesto, con oltretutto l’esclusione dei fondamentali Martignoni, Rossini e Pollero, non aiuta certamente. Catapultati in una rosa cortissima, falcidiata dagli infortuni e ormai da un mese senza cognizione di causa, tutti hanno provato a dare il proprio meglio comunque, ma indistintamente hanno mostrato limiti evidenti. Di personalità e fisici, più che tecnici. Perché a livello di possesso palla il Chiasso è stato più bello, fantasioso e delicato dei suoi avversari. Il Kriens, da vera squadra di Challenge League, è invece stato più quadrato, pratico e solido. Insomma, il 4-2 con cui i lucernesi sono passati al Riva IV, rispecchia un film già visto più volte in stagione, che poi spiega l’attuale classifica.

Ciò che conta in ottica prossima stagione, come dicevamo, sono le prestazioni dei singoli. E allora, nota di merito per quei giocatori di proprietà delle squadre di Super League, come Cönus, Wolf, Doldur e Antunes, che onestamente hanno qualcosa in più di tutti gli altri. Qualità, quella mostrati dai citati, che possiede anche Balhoul, autore dei due gol rossoblu, ma che tende ad essere troppo incostanze. Da sottolineare anche la prestazione sul piano tecnico del classe 2002 Matteo Martorana (nella foto), titolare sulla sinistra, ma che ha bisogno di tempo per crescere sul piano fisico.