L´email di Swissbasketball inviata ai club lo scorso 17 aprile ha creato un piccolo terremoto nel mondo cestistico ticinese.

Dalla stagione 2020-2021 si potrebbe tornare alla categorie pari nelle categorie giovanili e questo dopo che non più di 4 anni fa la stessa Swissbasketball aveva chiesto e sostenuto a gran voce il passaggio dalle annate pari a quelle dispari, poi approvato in votazione.
Un cambio di direzione che lascia tutti al quanto perplessi soprattutto per la tempistica con la quale viene proposto: votazione da parte dei Delegati delle Associazioni Regionali (TicinoBasket per il nostro cantone, ndr) via email entro il 15 maggio e, in caso di approvazione, applicazione già a partire dalla stagione prossima 2020-2021.

Ma perché si vuole questo cambiamento e perché subito?
Secondo Erik Lehmann, Direttore Elite-Competizioni e Tecnico di Swissbasketball, il ritorno alle categorie pari (U6 – U8 – U10 – U12 per il minibasket e U14 – U16 – U18 e U20 per le giovanili, ndr) “ci permette di ottimizzare la selezione nazionale, essendo più precisi ed efficaci. Ciò permette inoltre di mettere sullo stesso piano il nostro concetto di vivaio con quello FIBA e, per esempio, con il programma U14 together”.

Sulla tempistica nel proporre questo cambiamento Lehmann precisa “Questo ci sembra il momento opportuno. Le giocatrici ed i giocatori saranno mantenuti nelle rispettive squadre, al termine della stagione che è stata ridotta di quasi il 30% nel suo periodo più importante: le fasi finali.

Nel Mendrisiotto, ma non solo, la notizia è arrivata inaspettata. Un cambiamento delle annate di categoria prevede aspetti organizzativi, logistici e anche finanziari da non sottovalutare per i club momò confrontati, come tutti, ad un totale blocco delle attività, al mantenimento delle distanze sociali e ad una economia praticamente ferma con evidenti incognite sulla pianificazione finanziaria soprattutto al capitolo sponsor. Una situazione che, perlomeno a sud della Svizzera e del Ticino, non permette una piena lucidità nel valutare questo cambiamento.

In questo particolare contesto Sportmomò ha voluto sentire dapprima TicinoBasket. A Marco Robbiani, vice presidente cantonale, abbiamo voluto chiedere come è stato accolto in Comitato questo progetto ed in particolare un commento alla tempistica.

Particolarmente interessati, come detto, i club momò. Sollecitiamo Michele Sera, dirigente SAV Vacallo e Responsabile Tecnico del Raggruppamento Pallacanestro Mendrisiotto che unisce i movimenti giovanili di Vacallo, Stabio e Mendrisio, sugli aspetti tecnici che potrebbero modificarsi da questo cambiamento e se RPM è pronta in caso di applicazione della nuova direttiva.

“Last but not least”, il Riva Basket unica società di pallacanestro momò ad avere una formazione in LNA. Il movimento femminile cantonale è confrontato da anni ad un problema di numeri e le poche iscrizioni di squadre femminili nei diversi campionati cantonali lo stanno a dimostrare. Al Presidententissimo Francesco Markesch abbiamo chiesto con che spirito ha accolto questo progetto e se il cambiamento potrebbe portare giovamento al movimento giovanile del Riva.

Si deciderà quindi tutto a metà maggio e capiremo così se la Svizzera del basket giovanile si uniformerà al resto dell’Europa sconfessando di fatto la sua stessa scelta, a questo punto ancor più incomprensibile, voluta fortemente solo pochi anni fa.

Come si dice, affaire a suivre…