Lo sport è riconosciuto da tempo immemore come un’importante valvola di sfogo dalle pressioni e fatiche quotidiane. Tuttavia, come ogni cosa nella vita, richiede tempo e dedizione per poter dare i suoi frutti; ed è proprio a causa del sovrapporsi di più impegni – per i giovani penso soprattutto a quelli scolastici – che in tanti, compreso il sottoscritto, abbandonano la dimensione sportiva, seppur spesso controvoglia.                                    Il riuscire a conciliare sport e scuola è una questione che attanaglia sempre più giovani, i quali rischiano, con la decisione di portare avanti entrambe le strade, di trascurarne inevitabilmente una delle due. Eppure sport e scuola non sono necessariamente in contrasto, anzi. L’importante è sapersi organizzare: a dimostrarcelo è Chiara Ghielmini, giovane studentessa liceale, al suo ultimo anno, e che di sport ha deciso di portarne avanti addirittura due, con risultati più che soddisfacenti. Ma lasciamo che sia lei a presentarsi…

Chiara Ghielmini durante la Coppa Ticino di Cross

Mi chiamo Chiara Ghielmini, ho 19 anni e frequento l’ultimo anno di liceo a Mendrisio. Parallelamente alla scuola coltivo le mie passioni, tra le quali un posto speciale è riservato allo sport, nello specifico all’atletica, fin dal mio ultimo anno d’asilo. Inoltre, per alcuni anni, ho praticato anche corsa d’orientamento. La mia disciplina è il mezzofondo, ovvero gare di media-lunga distanza; prediligo le corse campestri per l’ambiente nel quale si svolgono, oltre che per una questione maggiormente tecnica: sono infatti gare abbastanza lunghe e quindi non troppo veloci, come invece possono esserlo quelle in pista.

Com’è nata la tua passione per lo sport, e cosa ti ha spinto a intraprendere un duplice percorso sportivo?

È stato grazie a mio padre che mi sono avvicinata al mondo dello sport; mi ha sempre supportata e seguita in questo cammino. Mi sono avvicinata allo sport sin da giovanissima, e immediatamente sono stata indirizzata verso le competizioni di mezzofondo. Da allora ho sempre allenato la stessa disciplina. Due anni fa non ero più sicura di voler continuare con l’atletica e mi sarebbe piaciuto cambiare, pur rimanendo in un ambito a essa correlato. Seguendo il consiglio di mio zio ho quindi provato a partecipare a degli allenamenti di corsa d’orientamento, che è una disciplina piuttosto vicina all’atletica. Mi sono trovata molto bene, e dato che non riuscivo a scegliere quale disciplina portare avanti ho optato per… non scegliere, continuando con entrambe. In ogni caso l’atletica è sempre stata e resta la mia disciplina primaria, alla quale ho sempre dato la precedenza, in termini di tempo e sacrifici.

Doppio impegno significa anche doppi sacrifici. Quanto ti pesa tutto ciò?

Partecipare a gare di due sport differenti non è mai stato un sacrificio. Nel caso di manifestazioni sovrapposte ho sempre preferito dare la precedenza alle gare di atletica, lo sport che pratico da più tempo. La parte un po’ più complessa è stata riuscire a conciliare sport, scuola e amici. Mi è capitato tante volte di dover declinare inviti a uscire perché il giorno seguente avevo una gara, oppure di dover studiare fino a tardi a causa degli allenamenti. Ma le soddisfazioni ottenute hanno largamente ripagato tutte le rinunce. Inoltre, l’accalcarsi di più impegni mi ha fortemente aiutata ad apprendere i benefici di una buona ed efficace organizzazione del proprio tempo, il che si è rivelato utile pure per gli altri ambiti della mia vita. Per esempio, più volte a causa di manifestazioni in Svizzera interna ho dovuto massimizzare le poche ore libere per studiare, sfruttando ogni occasione: dal viaggio in macchina al ritrovo con i compagni di squadra.

Chiara Ghielmini durante una gara di CO, categoria long distance

Se il mondo dell’atletica è certamente conosciuto ai più, la corsa d’orientamento risulta invece maggiormente avvolta nel mistero. Vuoi parlarcene brevemente? L’orienteering, o orientamento, consiste nel correre lungo un percorso nel quale vengono posti dei punti di controllo – detti “lanterne” – da individuare e raggiungere con il solo aiuto di una bussola e di una cartina topografica. Lo scopo è quello di raggiungere tutti punti indicati sulla cartina, nell’ordine corretto, il più velocemente possibile. Gare di questo tipo vengono chiaramente effettuate all’aperto: nei boschi o in paese. Le categorie si dividono a seconda di età, lunghezza e difficoltà del percorso. La mia società è la SCOM Mendrisio, la quale mi ha permesso di avvicinarmi a questa disciplina in modo graduale e competente, attraverso allenamenti diversificati, che spaziano dalla teoria per apprendere la corretta tecnica di lettura della carta all’allenamento fisico specificatamente volto a migliorare la corsa e in particolar modo la resistenza.

Oltre a portare avanti due sport, sei riuscita a eccellere in entrambi. Parlaci dei tuoi ultimi risultati significativi: Per quel che riguarda l’atletica, questa stagione mi sono classificata seconda nella Coppa Ticino di cross, qualificandomi così per un’importante manifestazione in Sardegna. Durante la stagione estiva il risultato più interessante ottenuto è stato il terzo posto ai campionati ticinesi assoluti, categoria 1’500 metri, a Locarno. Per quel che riguarda la corsa d’orientamento, invece, ho conseguito un ottimo secondo posto ai campionati ticinesi sprint in paese qualche mese fa.

Chiara Ghielmini alla premiazione dei Campionati ticinesi assoluti di atletica, categoria 1500 metri

A tuo parere come si potrebbe pubblicizzare maggiormente la CO, invogliando più giovani a intraprendere questo percorso sportivo piuttosto che quelli al momento più quotati?

Certamente potrebbe essere utile organizzare importanti manifestazioni per attirare una cornice di pubblico sempre maggiore. Per esempio, il maggio scorso si sono tenuti in Ticino, con alcune gare proprio nella nostra regione, a Mendrisio e al Serpiano, i campionati europei di corsa d’orientamento. In occasione di questo evento le società ticinesi si sono attivate per permettere lo svolgimento del tutto nei migliori dei modi. È stata una manifestazione molto apprezzata e seguita dagli appassionati di questo sport, e che certamente ha contribuito a favorire la conoscenza di questa disciplina a una fascia di popolazione più ampia.

C’è qualche sportivo al quale ti ispiri?

Non ho un idolo in particolare, mi piace seguire lo sport e gli sportivi in generale. Tuttavia, ho sempre provato una certa ammirazione per gli sportivi non professionisti, che riescono a dedicarsi allo sport, ottenendo anche risultati importanti, restando nel contempo occupati con il lavoro o gli studi… un po’ come me.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Anni fa, quando i miei compagni alla domanda “che cosa vuoi fare da grande?” rispondevano di voler fare il calciatore o la ballerina, io rispondevo di voler fare l’atleta. Ora però ho decisamente cambiato opinione, viste le difficoltà che una carriera professionistica impone e l’instabilità dell’universo sportivo in generale: è sufficiente un infortunio per rovinarti la carriera. Ho quindi deciso di intraprendere un percorso liceale, ormai giunto al termine, e in seguito di continuare con gli studi. Al momento non ho obiettivi ambiziosi; finito il liceo non so quanto tempo riuscirò a dedicare agli allenamenti. Il mio unico desiderio è di non abbandonare mai definitivamente la corsa, rimanendo legata per tutta la vita al mondo sportivo.

C’è un consiglio che ti piacerebbe dare a chi si sta avvicinando all’atletica, alla CO… o a entrambe?

Premetto di non essere imparziale, ma ho sempre vissuto lo sport come una scuola di vita, e credo che tutti dovrebbero porsi in quest’ottica: nel mio caso specifico, la resistenza tanto allenata nella corsa mi ha permesso di affrontare con grinta anche alcune scomode situazioni nella vita di tutti i giorni. Per questo non posso esimermi, oltre che dal consigliare vivamente lo sport, dal suggerire nello specifico questi due.                                            Inoltre la corsa d’orientamento, oltre allo sforzo fisico, comporta pure un non indifferente sforzo mentale, il che rende questa disciplina ancora più interessante e affascinante.