Gatti

Dalle parole di Roberto Gatti traspare una buona dose di rammarico. L’italiano ha fatto di tutto per portare il Mendrisio il più in alto possibile, ma vuoi per la molta sfortuna o per una rosa un po’ ristretta, le sue buone intenzioni non hanno portato i risultati sperati. Stacanovista da campo in erba, lascia Mendrisio dopo due anni per motivi di lavoro.

“Nella mia attività lavorativa famigliare il giorno più importante è il sabato, e per diversi motivi personali a partire dall’anno prossimo non avrei più potuto sacrificare quella giornata. Per questo ho deciso di rientrare in Italia, dove le partite si disputano la domenica. A Mendrisio mi sono trovato non bene, ma benissimo: non posso che ringraziare tutta la società. Mi dispiace averli messi in difficoltà con questa decisione, però ritengo sia una società ambita e sono convinto che troveranno presto un nuovo allenatore”.

Come valuti il tuo operato e i risultati della squadra?

“La nostra stagione è stata sicuramente positiva. Ci sarebbe bastato vincere l’ultima sfida contro il Gossau per terminarla al quarto posto: sarebbe stato fantastico. Purtroppo, come capitato spesso in passato, non siamo mai riusciti ad uscire dalla zona centrale della classifica. Mi dispiace perché speravo di fare qualcosa in più. Se penso all’undici titolare, ritengo di aver avuto a disposizione una squadra importante”.

Nonostante si tenda a tenere i piedi piantati a terra, la società vorrebbe centrare le finali. Cosa manca per il salto di qualità?

“Ritengo che negli ultimi cinque anni, con Karl Engel quale presidente e Omar Croci in veste di direttore sportivo, il Mendrisio abbia sempre fatto bene. A parte il Bellinzona, una realtà difficilmente paragonabile alla nostra, tutte le altre squadre ticinesi di Prima Lega sono retrocesse. Pensiamo al Locarno, al Taverne e al Lugano U21. Per compiere un’ulteriore salto servirebbe una disponibilità economica superiore, abbastanza per permettere di costruire una squadra numericamente più importante. L’undici titolare del Mendrisio è una squadra da finali, non lo dico io, ma lo dicono i risultati. Al completo abbiamo battuto le prime cinque della classe. Mancano solo quei tre o quattro elementi per completare e dilatare una rosa che si è già dimostrata affidabile. Al termine della stagione, quando mi sono confrontato con il DS, ci siamo detti di mantenere l’ossatura e di riuscire ad inserire tre o quattro giocatori”.

A proposito, un innesto potrebbe essere quello di Regazzoni. Cosa ne pensi?

“È un giocatore di classe, che può garantire un bel numero di gol. Se si riuscissero a confermare gli altri due attaccanti, allora si ha potenzialmente in mano un attacco da 45 reti”.

“Quando si muove un giocatore così forte come Regazzoni è normale interessarsi. Ci farebbe molto piacere averlo con noi”. Omar Croci

Quali aspetti ti danno maggiore fiducia per la crescita di questo gruppo?

“In questi due anni ci sono giocatori che ho visto crescere tantissimo. Penso a Mazzetti o a Croci Torti e Azzolin, che reputo i due terzini più forti della categoria. Ma pure gli altri hanno fatto bene: sono bravi ragazzi che si impegnano e danno il massimo. Un altro aspetto sicuramente positivo riguarda la difesa. Se non fossimo stati senza portiere per due partite, saremmo stata la compagine meno battuta del campionato. Resto fermamente convinto del fatto che il Mendrisio debba soltanto completare la rosa per essere più competitivo. Poi chiaro, in gioco ci sono anche gli avversari, basta pensare al Bellinzona e alla U21 del Grasshopper”.