RIVA – Lidia Travaini, storica capitana del Riva che ha conquistato la Coppa svizzera nel 2016, ha commentato con amarezza la notizia della richiesta di retrocessione in NLB presentata dalla società del presidente Markesch. L’ex-cestista condivide però le ragioni che stanno alla base di questa sofferta decisione.

Ascolta le parole di Lidia Travaini:

 

Sui profili social della società si è espresso anche l’allenatore Valter Montini che ha così commentato la stagione appena conclusa:

“La stagione per la squadra LNAF del Riva Basket si è conclusa in anticipo. Mancavano ancora tre partite per concludere la stagione, però è stato sicuramente più importante salvaguardare la salute delle ragazze e delle loro famiglie. La stagione della prima squadra fino a quel momento è stata senza vittorie, ma di questo aspetto si era già consapevoli prima ancora di iniziare il campionato. Avendo a disposizione un roster di ragazze giovani, con età media di circa 19 anni l’obiettivo era di dare un senso di squadra ad un gruppo che partiva così disomogeneo. L’aspetto delicato della mancanza di vittorie ha messo a dura prova il nostro piccolo sistema-equilibrio che ha richiesto una notevole maturità a tutta la squadra, allo staff tecnico e dirigenziale per superare momenti difficili, plausibilmente anche di sconforto, che si sono dipanati lungo le varie tappe del cammino. La sconfitta in questo senso è diventata per noi sempre un messaggio settimanale, una lezione di tecnica e di mentalità da cui apprendere dettagli e concetti positivi e vincenti. Sicuramente le squadre avversarie ci battevano sul piano tecnico e fisico, ma sotto il profilo della motivazione potevamo competere con tutti, facendoci rispettare per il nostro modo di giocare e per la nostra mentalità. È stato un peccato non gustare il sapore di un successo, ma ci siamo molto avvicinati sfiorando in alcune occasioni la vittoria a sorpresa.
Naturalmente ci sarebbero tante cose che meriterebbero citazione , però la cosa che mi piace più segnalare è quella di  Ed è questo senza dubbio, il nostro piccolo ma significativo successo, forse non visibile sugli albi d’oro degli archivi statistici, ma percepibile dentro di noi, come autostima, come apprezzamento degli sforzi e della passione profuse in questi mesi, come insegnamento e trampolino per spiccare salti verso successi futuri, nello sport o nella vita”.