Baldo Raineri è ufficialmente il nuovo allenatore del Chiasso. Il tecnico siciliano, che sostituisce Giuseppe Scienza, ha diretto oggi alle 16.00 il suo primo allenamento con la squadra. Reduce da un esperienza in terra albanese, l’ex allenatore dei Biaschesi si è detto “molto grato di poter tornare in Ticino”. Nella sua nuova avventura sarà aiutato da Otto Stephani e da Christian Boscolo in qualità di vice allenatori, e da Mattia Croci Torti quale collaboratore tecnico.

Baldo Raineri, il Chiasso è ultimo ed ha una squadra molto giovane, non è un compito che le fa paura?

“Ho la fortuna di conoscere bene il calcio svizzero. Prima di venire qui mi sono informato con diversi giocatori e dirigenti di altre squadre e tutti mi hanno parlato bene di questa squadra. Come me, anche loro sono rimasi piacevolmente sorpresi della bontà di questa rosa. Mi aspetta un compito difficile ma di certo non impossibile. Ora spero di dare la scossa giusta”.

In passato alcune sue dichiarazioni avevano fatto molto discutere…

“Sono un uomo molto sanguigno, di pancia. Tante volte poi capisco e mi ritrovo a mordermi la lingua. Però sono fatto così, dico sempre la verità e quello che penso. Il mio obiettivo ora è fare bene qui a Chiasso. Non lo ritengo un trampolino di rilancio per la mia carriera, ma sicuramente un’esperienza importante”.

Come giudichi il calcio svizzero?

“È da 32 anni che sono in Svizzera. Recentemente sono andato via, ho vissuto una bella esperienza in Albania, ma ho sempre parlato bene del calcio svizzero e continuo a farlo”.

Sarai un traghettatore?

“Assolutamente no. Oggi il nostro obiettivo deve essere quello della salvezza, ci stiamo concentrando unicamente su quello, poi vedremo. Ma non sono qua per portare la squadra a fine campionato e basta”.

Cosa hai detto agli spogliatoi alla squadra?

“Ho visto i ragazzi un po’ demoralizzati e ho cercato di risollevarli. Penso abbiano capito che davanti hanno una persona molto positiva. Ora vediamo come si comportano questa settimana, perché domenica è molto vicina e abbiamo una partita fondamentale contro il Wil”.

Venendo da fuori magari si è fatto un’idea del lavoro di Scienza…

“È facile giudicare dall’esterno e quando si è in poltrona il lavoro degli altri. Ma io non mi sono mai permesso di farlo, forse si, verso qualcun altro ho portato qualche piccola critica, ma non me la sento di valutare l’aspetto tecnico del lavoro di Scienza”.

Dovrà lavorare con una rosa molto larga e giovane, come la vede?

“Questa è una leggenda. Anche io ero convinto fosse così prima di arrivare, ma la rosa è composta da 24 giocatori più 4 portieri. Quando ci sono infortuni e problemi alla fine si riesce a fare allenamento sempre con 20 giocatori, come ho chiesto alla dirigenza”.

Entra in una società senza molte sicurezze…

“È vero, ma noi siamo qua per fare calcio. Oggi nel mondo quali altre società non sono in difficoltà? Poche. Onestamente però la difficile situazione si sta risolvendo abbastanza bene. Bisogna dare atto a Bignotti per questo”.

Come pensi verrai accolto a Chiasso?

“Sinceramente penso bene. So che non si può piacere a tutti: di solito il 50% ti apprezza e l’altro 50% no. In ogni caso se piaccio bene, altrimenti non ne faccio un dramma. Il mio compito è allenare e fare del mio meglio, non piacere.

Come è cambiato Raineri in questi anni?

“Non sono cambiato molto, sono sempre io. Ho solo qualche capello bianco in più, quasi 55 anni e sono anche più magro. Come sempre cercherò di creare un calcio propositivo: voglio che la gente e i tifosi si divertano. Ma datemi tempo…”.